L’altro giorno in libreria abbiamo notato un fatto curioso: i progetti che finiscono sulle riviste di architettura sono gli stessi che durante il mese precedente hanno fatto il giro dei blog più autorevoli del settore. Questo non significa che le riviste copiano dai blog, ma semplicemente che alcune testate digitali hanno raggiunto un livello di autorevolezza pari a quello dei colleghi della carta stampata. Di conseguenza, anche i lavori di architetti emergenti, se  scovati dai blogger sempre a caccia di contenuti di qualità, possono finalmente ottenere la visibilità che meritano.

Per questo motivo è importantissimo curare e mantenere aggiornato il proprio sito, inserendo le schede dei progetti, le foto dei cantieri, le pubblicazioni; proprio perché il sito web non è soltanto lo strumento con cui un architetto si presenta ai suoi potenziali clienti.

A breve lanceremo una nuova sezione del blog (in cui segnaleremo i siti più interessanti di architetti famosi e non), oggi invece vediamo insieme quali sono gli errori più comuni che abbiamo riscontrato navigando nei siti di architetti e agenzie di architettura di tutto il mondo.


1 _ Flash’s dead baby

A rischio di sembrare ripetitivi, parliamo ancora una volta di flash e lo facciamo ad inizio lista proprio perché nei siti di architetti e studi di progettazione, l’utilizzo di flash è ancora molto forte. Ma non ci dilunghiamo sul perché non bisogna usare flash, visto che lo abbiamo già fatto abbondantemente altrove.

Ad esempio, il buon vecchio Renzo Piano utilizza ancora Flash per il suo sito.

 

2 _ La navigazione è poco chiara

Un altro dei problemi molto diffusi riguarda la navigabilità: va bene sperimentare, ma molto spesso nei siti degli architetti ci si perde; la gerarchia delle sezioni non è chiara, non si sa come tornare indietro, l’URL della pagina non cambia: in poche parole, non c’è attenzione per l’utente medio.

Cosa ne pensate ad esempio del sito di Zaha Hadid?

 

3 _ L’URL delle pagine non cambia

Quello che era uno dei limiti più grossi di flash, iniziamo a ritrovarlo anche su siti che utilizzano altre tecnologie (gallerie in jquery, etc.). Non avere un indirizzo diverso per ogni pagina (o per ogni progetto), significa che i singoli contenuti del sito non potranno essere condivisi sui social network o sui blog, ma si potrà condividere soltanto l’indirizzo della home page. Inoltre, se l’URL della pagina resta sempre lo stesso, facilmente ci si perde e, cliccando sul tasto “indietro” si esce dal sito.

Probabilmente, per mostrare ad un amico uno dei (fantastici) progetti di questo sito, il modo più rapido è fare uno screenshot.

 

4 _ Poco testo e troppe foto

Consideriamo un sito di architettura come una rivista: nessuno pubblicherebbe un progetto su una rivista senza accompagnare le immagini con testi e descrizioni. Questo sul web invece accade molto spesso: quanti sono i siti di architetti in cui la sezione portfolio è solo uno slideshow di immagini? Se un blogger decide di citare un vostro lavoro in un post, dovrà trovare sul vostro sito una scheda dettagliata sul progetto, una descrizione approfondita, i dettagli tecnologici; non gli basteranno un paio di foto.

 

5 _ Aggiornamenti poco frequenti

Un altro grosso limite dei siti di architettura sono gli scarsi aggiornamenti. Il sito di un architetto, oltre ai recapiti deve contenere principalmente un portfolio: ma un portfolio che non viene aggiornato non è efficace. I siti web devono essere dinamici: aggiornate il portfolio, inserite i link alle nuove pubblicazioni, inserite le locandine degli eventi, mettete le foto con lo stato di avanzamento dei cantieri. In poche parole, offrite ai vostri visitatori una ragione per tornare a visitare il vostro sito.

 

6 _ Less is more?

Vogliamo chiudere con una battuta: conosciamo bene la passione dei giapponesi per il minimalismo, ma secondo voi, i SANAA non hanno un po’ esagerato?



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